
Il percorso di Mohamed è chiaro allo spettatore già dalla prima mezz’ora del film. Da quel momento in poi, però, Khaled Ghorbal accantona il tema dell’immigrazione e segue il suo protagonista con uno sguardo pietoso. Senza moglie, senza casa, in procinto di morire: sembra che l’unica maniera che il film trova per ritrarre Mohamed è di essere addolorato per lui. Purtroppo, anche gl’elementi che avrebbero potuto concedere al film un’altra dimensione falliscono: Farid Chopel, l’attore principale, ha la stessa espressione dolente per l’intero film; le musiche di Médéric Collingon sottolineano soltanto la tristezza di ciò che vediamo.
Il film inizia efficacemente occupandosi di un tema appassionante che è discusso in tutto il mondo. Sfortunatamente, però, Un Si Beau Voyage termina in maniera monotona, sottolineando l’idea che un personaggio che soffre merita solo pietà . E questo è un peccato.
João Cândido Zacharias