Nisimazine
lunedì 4 giugno 10:20contact us | partners and links
Home page > Interview-Portrait > Martens, Renzo (22 marzo 2009)
Interview
[en] [it]

Renzo Martens

Olanda  
Renzo Martens

Renzo Martens è un artista olandese che vive a Bruxelles. Il suo primo lungometraggio Episode 3: Enjoy Poverty (2008) ha avuto la sua prima al Festival internazionale del cinema documentario di Amsterdam e sta ora circolando sia nei festival cinematografici sia nel circuito delle gallerie d’arte. Martens ha viaggiato attraverso il Congo per due anni filmando “l’industria della povertà” dell’Occidente. Nel film lancia un programma di emancipazione in cui rende i congolesi consapevoli del valore economico del loro prodotto da esportazione più redditizio: la povertà filmata.

Episode 3 è parte di un trittico. Puoi dirci qualcosa sul progetto complessivo?

La prima e ultima parte sono completate; la seconda è in fase di produzione. Si può dire che cerchino tutt’e tre di spiegare come i produttori dei media diano forma al mondo; come lo dividono in piccoli bocconi ‘pronti a essere mangiati’ – rendendolo in questo modo più facile da consumare per il pubblico e soddisfando pure i suoi bisogni. La guerra non si combatte sui campi di battaglia con bombe e granate; ciò che conta è vincere il supporto degli spettatori. Per riuscirci, bisogna dare loro ciò di cui hanno bisogno e che desiderano. I giornalisti, quindi, vanno nelle zone di guerra e chiedono alle popolazioni locali “come state?”. Sulla base di questi bocconi ‘pronti a essere mangiati’, io devo decidere chi sono i terroristi ‘cattivi’ e chi sono le ‘povere’ vittime. Io lo chiamo il mondo come paradiso per uno spettatore.

Come hai svelato questi meccanismi in Episode 1 (2003)?

Ho realizzato Episode 1 durante la guerra in Cecenia. Mi sono recato lì come delegato della platea degli spettatori, un pubblico che è interessato principalmente a se stesso. Non ho quindi chiesto alla gente come si sentisse prima che gli venissero amputate le gambe e altre domande di questo tipo. Ho chiesto invece loro come pensassero stessi io. Se pensavano che fossi bello o come dovessi sedurre la mia fidanzata che stava a Bruxelles. Ho chiesto loro ogni tipo di domanda sulle mie preoccupazioni personali e loro hanno reagito. Ho ribaltato le domande perché in realtà riguardano più come stiamo noi e meno come stanno loro.

In Episode 3 adotti diversi ruoli: passi da giornalista ad assistente sociale, da esploratore a missionario che consiglia ai congolesi di ‘accettare la propria povertà’. A che punto il Renzo che vediamo nel film è un personaggio?

Sono un personaggio, ma interpreto me stesso. Ho cercato di essere il più realistico e sincero ambasciatore di noi stessi. Questo significa che sono un po’ interessato a loro, ma non troppo. Penso siano un po’ stupidi, altrimenti non sarebbero stati poveri e loro avrebbero colonizzato noi. Se Bono e Madonna cantano canzoni e aiutano l’Africa, io posso fare lo stesso. Voglio aiutarli, ma non se questo significa che i prezzi dei nostri prodotti aumenteranno - allora preferisco che loro siano un po’ più poveri. Per rendere il progetto più realistico, era necessaria una messa a nudo dell’essere umano Renzo Martens. Quindi, sì, sono anche davvero molto me stesso.

Gerdien Smit

contact the author print this article Enregistrer au format PDF Invia questo articolo via email post a comment other languages
 Links
Other articles
  • Edwin Participant of L’Atelier (...) [en]
 Tags


Monitorare l'attività del sito RSS 2.0 | Mappa del sito | Area riservata | credits & special mentions | www.nisimasa.com

Site internet: A.L, creation site internet, graphiste freelance.