
La verità è una cosa complicata. Molti la cercano e non pochi diventano sicuri di offrire agli altri quella che dovrebbero ascoltare. Negli Stati Uniti la carriera e i film di Michael Moore hanno creato un acceso dibattito e provocato molteplici contrattacchi, ma a volte uno crede che in Europa il suo lavoro sia stato accettato come “la verità” o come “i documentari” sulla vita e i politici in America durante l’amministrazione Bush.
Moore ha utilizzato un approccio molto efficace che è adatto alla “generazione – blockbuster” in Europa, vendendo le sue opinioni politiche in un modo che echeggia il consiglio del grande Billy Wilder: un “messaggio incartato in un cioccolatino”. Il montaggio, la messa in scena, l’uso di immagini di repertorio e melodie orecchiabili creano emozioni che non lasciano freddo nessuno dopo un film di Moore. Ma dove la storia, o ciò che potremmo chiamare la realtà degli eventi, diventa complessa? E la storia come guarderà ai film di Moore? Manufactoring Dissent dei canadesi Debbie Melnyk e Rick Caine scava in questo mondo, provando a esaminare i fatti e i modi in cui lui li usa nei suoi film. Come Moore, che prova a rintracciare gente che sembra preferire nascondersi, loro vanno dopo di lui, solo per trovare che sia impossibile avere un’intervista.
Manufactoring Dissent (il titolo si riferisce al libro di Chomsky Manufacturing Consent) inizia passando attraverso le manifestazioni di Moore, una per una, con interviste e ricerche, ma, come molti recenti documentari, deve anche affrontare la questione del prendere o meno un approccio più divertente e come competere con la “macchina Moore”, che è diventata così efficace in questo. Se i film di Moore abbiano avuto un impatto sufficientemente politico per influire sugli elettori è da discutere, ma hanno certamente contribuito alla “blockbasterizzazione” della rappresentazione degli eventi politici. È importante quindi ascoltare anche punti di vista alternativi. Cronache giornalistiche, annunci, volantini, propaganda e documentari: la linea che li separa è sempre stata fragile. Ma è sicuro che si può sempre credere a un Canadese?
Atso Pärnänen