Nisimazine
domenica 3 giugno 04:47contact us | partners and links
Home page > Review > La Vita Agra (21 marzo 2009)
Review
[en] [it]

La Vita Agra Carlo Lizzani

Italia (1964)  

Luciano Bianchi (Ugo Tognazzi) è “responsabile delle attività culturali” di una miniera in fallimento. Finisce per essere licenziato in seguito alla morte di alcuni minatori in un incidente. Disoccupato, Luciano va a Milano con l’unica idea di far saltare in aria con la dinamite la sede centrale della compagnia mineraria. Una volta arrivato in città, tra le altre cose, lavora come pubblicitario e inizia una relazione con una giornalista di sinistra, Anna.

Ricordate che si tratta di una commedia ispirata ad un famoso romanzo degli anni Sessanta scritto da Luciano Bianciardi (la somiglianza tra i nomi dello scrittore e del protagonista è una pura coincidenza?). Il film è in realtà una satira pungente che prende di mira argomenti di grande interesse nell’Italia dell’epoca. I nuovi parvenu che s’interessavano superficialmente di filosofia e politica vengono mostrati cinicamente in tutta la loro insincerità; l’alba della pubblicità che fa leva su ammiccamenti sessuali viene anch’essa spogliata della sua presunta aria di novità. Secondo la prospettiva del regista Carlo Lizzani, nella società italiana i contatti umani sono anonimi, meramente funzionali, e lo stile di vita si conforma ad un capitalismo sfrenato. Il film coglie anche l’ascesa dei mezzi di comunicazione di massa, lanciando un avvertimento in merito al loro sviluppo incontrollato. Un altro aspetto di grande interesse del film di Lizzani è l’umorismo travolgente che scaturisce dall’assurdo scenario di Milano e dei suoi abitanti, che somigliano parecchio ad una pièce di Tom Stoppard.

Questo film si colloca piuttosto bene all’interno del Festival di Alba, poiché sottolinea come la coscienza politica dei borghesi affamati di lusso divenne secondaria, in favore dell’edonismo. La principale ‘vittima’ di questo mutamento nel sistema dei valori è l’(anti)eroe stesso. Luciano gradualmente lascia che il suo scopo primario diventi un fantasma e che il consumismo della metropoli milanese in rapida crescita lo inghiotta. Non è una sorpresa che Anna - che Lizzani utilizza come insider vivace e politicamente consapevole nella vita di Luciano - alla fine lo lasci. Il fallimento morale di Luciano è la vittoria della nuova Milano e dei suoi pallidi abitanti.

Mark Racz

contact the author print this article Enregistrer au format PDF Invia questo articolo via email post a comment other languages


Monitorare l'attività del sito RSS 2.0 | Mappa del sito | Area riservata | credits & special mentions | www.nisimasa.com

Site internet: A.L, creation site internet, graphiste freelance.