
Amedeo vuole vedere il Papa. È un uomo con una missione. Appare all’entrata del Vaticano in una mattina soleggiata e chiede un’udienza con il Papa stesso. Sembra avere una buona ragione (che non scopriremo mai) e alcuni documenti. Le innumerevoli guardie vaticane continuano a spedirlo da un ufficio all’altro. Gli impiegati del burocratico Vaticano non vogliono permettere, costi quel che costi, al visitatore di completare con successo il suo viaggio.
I tentativi di Amedeo sono sorvegliati da un commissario, Aureliano Diaz, che gli spiega come tale richiesta non abbia speranza di successo. La struttura istituzionale del Vaticano non concede questo genere di spontaneità .
Piuttosto che segni di fede o zone di preghiera, i principali elementi che si possono riconoscere in Vaticano sono i numerosi uffici, le pile di documenti, gli indaffarati e incompetenti impiegati e i meccanismi di sorveglianza. Il sistema di difesa del Vaticano è qualcosa di cui avere paura: l’inacessibilità del Papa è assicurata da spie, detrattori e prostitute. Lo humour assurdo e gli impliciti messaggi politici del film di Marco Ferreri hanno vita ad una classica critica dell’allontanamento della Chiesa italiana dalle vite dei suoi fedeli e la sua trasformazione in una roccaforte di stile corporativo.
Mark Racz