
Hai iniziato la tua carriera come comico e il tuo primo film Hayabusa (Dog Days Dream) è una commedia. Invece Mubobi è un film drammatico. Sei intenzionato a mantenere questa versatilità ?
Ichii: In verità non amo tracciare una netta distinzione fra commedie e film drammatici. In entrambi i casi ciò che realmente era importante
per me era il fatto che stavo costruendo ritratti di persone. E questo è ciò che continuo a fare, talvolta con un po’ di humour. Mubobi tratta di femminilità e maternità in un modo davvero profondo.
Come è stato scrivere questa sceneggiatura?
Ichii: Il punto di partenza di questo film è stata la gravidanza di mia moglie e desideravo intensamente filmare il momento del parto. Non credo ci siano così tante differenze fra uomini e donne. Ma, alla luce dell’esperienza che ho avuto, devo ammettere che ci sono alcuni aspetti che la sensibilità femminile affronta in modo differente. Per questo la collaborazione con mia moglie è stata essenziale.
La vicenda dell’altro personaggio, la donna che aveva vissuto l’aborto, è stata anch’essa ispirata da fatti reali?
Ichii: Durante la creazione ho subito l’influenza di donne che avevano vissuto la dolorosa esperienza dell’aborto. Ho pensato aiutarle a trovare un qualche sollievo. Sapevo che non potevo fare molto ma potevo mostrare loro come superare questo lutto. Ed ero intenzionato a fare un film che sarebbe stato accettato da donne che avevano avuto un aborto naturale. Un’altra ragione del perché ho scelto questo elemento è che l’aborto naturale rappresenta l’opposto della gravidanza.
Come hai girato la scena del parto? Si trattava di un vero parto?
Ichii: Sì, si trattava di mia moglie che partoriva.
(A Sanae) Cosa ha significato per te il condividere queste esperienze così personali nel film?
Sanae: Sono la moglie del regista, sono colei che meglio poteva comprenderlo, quindi anch’io tenevo davvero molto al film. Riguardo alla scena del parto, è stata realizzata in modo tale da dare un’idea del cambiamento che l’altra protagonista ha subito. Mostra il dolore e la forza coinvolte nel parto. E vuole anche restituire l’importanza della
vita stessa. Nel mondo, in questo momento, in particolare in Giappone, il valore della vita viene sottostimato, e ciò si vede in fenomeni come
l’aumento di omicidi e suicidi. Il film può anche far pensare alla propria nascita e alla propria famiglia.
Martha Lopes