
Samm Haillay è il produttore di Better Things, uno dei film che probabilmente lasceranno il segno al Festival di Alba. Ha lavorato con il regista Duane Hopkins per anni. Si sono conosciuti a Newcastle, dove entrambi frequentavano la scuola di cinema: “Abbiamo scoperto d’avere gli stessi gusti: amavamo e odiavamo gli stessi film, soprattutto in termini di grammatica cinematografica. Ero iscritto al corso di scrittura ma quando Duane mi mostrò il suo album di disegni del suo corso di belle arti compresi che poteva articolare visivamente quel che io stavo pensando e volevo essere sicuro che sarebbe diventato regista. Stavo già producendo prima di saperlo.”
La coppia ha lavorato su diversi cortometraggi acclamati dalla critica, inclusi Love Me or Leave Me Alone e Field. Come Better Things, tutti questi film si occupano della vita di persone (specialmente di giovani) che vivono nell’Inghilterra rurale. Samm afferma che il cinema, in particolare la scena britannica, tende a ignorare quest’area: “Sia Duane che io siamo cresciuti in aree rurali e non abbiamo mai davvero visto questo mondo sullo schermo cinematografico. Si tratta di un’area sottoutilizzata.
Ritenevamo che sarebbe stato interessante prendere temi che sono d’abitudine visti al cinema sullo sfondo d’ambienti urbani e ricollocarli, giacché capitano anche in aree rurali.” La difficoltà nell’ottenere finanziamenti per i film d’autore indipendenti è un problema ben noto a Samm. Ha faticato molto per finanziare Better Things; alla fine, c’erano sette diversi finanziatori per il progetto. Ciononostante, Samm pensa che gli sforzi siano giustificati perché: “ C’è sicuramente un pubblico per questo tipo di cinema e il costante interesse nel Regno Unito lo ha dimostrato (…).
Inoltre, sento che è molto importante che film più ‘culturali’ riescano a coesistere a fianco dei film d’intrattenimento (…). Voglio essere sicuro che il cinema di creazione rimanga vivo nel Regno Unito; con registi come Steve McQueen, Duane Hopkins, Andrea Arnold, Daniel Elliott e Alicia Duffy in attività abbiamo buone possibilità di prosperare.”
Il successo sicuramente arriverà per i cineasti indipendenti, se si troverà il giusto amalgama di talento e capacità imprenditoriale: “In primo luogo si tratta dell’artista con cui lavori. Se il film è realizzato nel migliore dei modi, allora troverà per certo un pubblico, anche se non si tratta di un film commerciale. Ad ogni modo, oltre a questo, bisogna pensare a come lo si lancia, a quale festival si tiene la prima, chi scriverà le recensioni e per quale rivista/giornale, come prendere accordi con gli esercenti e come distribuire i DVD?“
Samm ha cominciato a interessarsi al cinema sin da tenera età, quando guardava i film della collezione del padre, ed era “affascinato da come suono e immagine giustapposti possano porre sotto interrogativo la condizione umana in un modo che altre forme d’arte non conoscono”. In seguito, ha scoperto cineasti che lo hanno influenzato, come Nicolas Roeg e Stanley Kubrick.
Nondimeno, Samm al momento vuole concentrarsi esclusivamente sull’insegnamento presso una scuola di cinema britannica e sulla produzione, visto che “ci sono persone che possono farlo meglio di me, quindi se credo nel loro talento dovrei cercare ed essere sicuro che abbiano il tempo e lo spazio di cui hanno bisogno per esprimere le proprie idee e offrire una visione del mondo. Sono sempre alla ricerca di nuovi talenti con cui lavorare e modi creativi di realizzare film”.