
In che modo il tema “passioni e legami” si fa valere nella temperie sociale e politica del festival di quest’anno? Il giusto titolo della sezione “They have a dream” avrebbe dovuto essere “Loro (gli Stati Uniti) hanno un sogno e noi (l’Italia) no”. L’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti è stata una grande sorpresa. Di conseguenza, abbiamo cercato di mostrare come il cinema americano abbia sempre mostrato le passioni civiche e politiche della sua gente. D’altro canto, il cinema italiano nell’esprimere idee politiche non ha avuto molto successo.
Come sono stati scelti gli ospiti che introdurranno i film e in che modo sono legati ai film che presentano? Alcune delle connessioni sono davvero dirette. Per esempio, uno sceneggiatore parlerà della tecnica di scrittura di una sceneggiatura. Un altro esempio è quello di Gherardo Colombo, un giudice italiano molto rispettato, che parlerà di un film che si occupa dell’idea di giustizia (In nome del popolo italiano). Le altre situazioni sono un po’ strane, come il caso di un conduttore radiofonico che parlerà di film horror.
In che maniera questa complessità extra-cinematografica del festival sarà di beneficio agli spettatori? In anni recenti, in Italia, ci sono stati molti eventi che hanno posto l’accento sull’espressione orale. Abbiamo festival che si occupano di matematica, filosofia, medicina e così via – eventi costituiti principalmente di discussioni e lezioni. Il loro successo ci ha convinto che il nostro pubblico sarebbe stato felice d’avere la possibilità di ascoltare personalità della cultura parlare di cinema. L’anno scorso abbiamo usato questo metodo e ha funzionato molto bene.
Quali film pensa lasceranno un segno sul pubblico e perché? Spero che il film d’apertura, Pressure Cooker, avrà successo, visto che la città di Alba è famosa per cibo e vino. Il film racconta di alcuni ragazzi di origini disagiate che imparano a cucinare in una scuola specializzata. Un altro film è Afghan Star, perché offre una nuova prospettiva sull’Afghanistan, differente da quella che conosciamo dalla TV. Il paese è in verità molto vivace, anche molto strano, cosa dimonstrata dai numerosi giovani del posto che cercano di diventare cantanti pop. È una vera sorpresa vedere una ragazza afghana che si toglie il velo per cantare una canzone pop.
Mark Racz